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Angelo Galantino

From Sunday Bloody Sunday to Allahu Akbar

2026-06-10 14:44

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From Sunday Bloody Sunday to Allahu Akbar

Belfast è un detonatore in un ambiente già saturo di tensioni latenti in cui la variabile religiosa torna a occupare il centro del discorso pubblico.

La notte dell'8 giugno 2026, nel quartiere di Kinnaird Avenue a Belfast nord, un cittadino sudanese di trent'anni ha immobilizzato a terra un uomo sulla quarantina tentando di decapitarlo con un coltello. Le grida dei passanti — "He's trying to cut his head off" — hanno rotto il silenzio della strada prima che qualcuno lo fermasse colpendolo con un bastone da hurling. 

La vittima è stata ricoverata con gravi lesioni agli occhi e ferite da taglio al volto e alla schiena. L'aggressore, rifugiato sudanese entrato nel Regno Unito nel 2023 attraverso Dublino, è stato arrestato e accusato di tentato omicidio, possesso di arma da taglio in luogo pubblico e minacce di morte. La  polizia nordirlandese ha dichiarato di non aver rilevato, allo stato attuale delle indagini, una motivazione terroristica.

Bullshit” direbbero da quelle parti.

 

Non era la prima volta.

Il 1° marzo 2025, quasi esattamente un anno prima, un diciottenne nordafricano aveva accoltellato un uomo a Belfast sud. Era arrivato in città nel settembre 2023, transitando per Heathrow e Dublino. La polizia nordirlandese aveva aperto un'indagine esplorando tra le ipotesi quella di una motivazione di ideologia religiosa. 

Due aggressioni con arma da taglio. Due autori di origine africana. Due percorsi migratori identici, entrambi passanti per Dublino. A distanza di quindici mesi.

Le reazioni all'ultima aggressione hanno trasformato Belfast in un campo di battaglia. Centinaia di manifestanti mascherati hanno incendiato un autobus, veicoli e abitazioni. Graffiti con scritte "fuck Islam" sono comparsi sulle pensiline della Newtownards Road. Famiglie sono state costrette a fuggire dalle proprie case in fiamme.

Pochi mesi prima, il 28 novembre 2025, un video aveva già fatto il giro dei social media internazionali: tre uomini armati e in balaclava, seduti davanti a un tricolore irlandese, leggevano una dichiarazione a nome di un gruppo che si autodefiniva New Republican Movement. Il portavoce descriveva i politici locali come "bersagli legittimi" per le loro politiche sull'immigrazione. 

Il testo recitava: "Non ci siederemo più a guardare la nostra cultura e la nostra religione distrutta dalle persone che abbiamo messo al potere." 

Gli analisti hanno sottolineato un dato dirompente: non si era mai verificato in precedenza il caso di un gruppo armato visibile che producesse un video minaccioso con una retorica esplicitamente anti-immigrazione con il tricolore irlandese sullo sfondo. Videodichiarazioni di uomini armati davanti a una bandiera erano una presenza ricorrente durante i Troubles. 

Erano sparite. Ora sono tornate.

 

Un libro, una storia, un percorso

Non tutti sanno che i miei studi sui fenomeni terroristici iniziano proprio da Belfast. Prima dell'estremismo islamista, prima di Infidel e di Sporterror, c'è un libro che ho scritto nel 2012 e che racconta una storia diversa ma non poi così lontana da quella di oggi.

Dove muoiono i sogni — Diritti umani violati e libertà negate in Irlanda del Nord nasce da anni di studio del conflitto anglo-irlandese: la colonizzazione dell'Ulster, le Penal Laws, la Grande Carestia, il Bloody Sunday, gli H-Blocks di Long Kesh, gli scioperi della fame, Bobby Sands. 

Un popolo che ha subito per secoli la negazione sistematica di ogni diritto civile, politico, culturale, religioso e che ha risposto con la guerriglia urbana, la clandestinità e il sacrificio della propria vita. Un popolo che conosco da vicino e che ho imparato ad analizzare prima ancora di avvicinarmi al jihadismo.

Quel libro è disponibile su Amazon: https://amzn.eu/d/0au6IyJA

 

La religione come collante. Ieri contro l'invasore protestante. Oggi?

L'Irlanda è un paese profondamente cattolico. La fede non è mai stata soltanto una dimensione spirituale: è stata il cemento identitario di una comunità che per secoli ha combattuto contro quello che percepiva come un invasore coloniale e protestante. Come scrivevo già nel 2012, "il fattore religioso divenne l'estremo simbolo dell'identità nazionale"

La Corona inglese riuscì a conquistare militarmente l'isola ma non riuscì mai a scalfire il legame tra il popolo irlandese e la Chiesa di Roma. Quel legame sopravvisse alle Penal Laws che proibivano l'esercizio del culto cattolico, alla Grande Carestia, a secoli di apartheid istituzionalizzato. Si rafforzò sotto la repressione.

Quella stessa grammatica identitaria rischia oggi di riattivarsi su un asse diverso. Non più il conflitto con la Corona britannica ma la consapevolezza di una presenza percepita come alternativa e incompatibile: quella islamica. 

Quando uomini armati si presentano davanti a un tricolore e invocano la difesa della “cultura e della religione”, il codice simbolico che attivano è identico a quello dei Troubles. Cambia il nemico. Rimane la grammatica della violenza.

 

Stiamo parlando di una società che ha prodotto una delle organizzazioni paramilitari più efficienti della storia moderna. Una società abituata alla guerriglia urbana, alle reti informative capillari, alla compartimentazione operativa. Una società i cui militanti hanno trascorso anni nelle carceri britanniche come il Maze e il Long Kesh, senza rinunciare alla propria ideologia, trasformando la prigionia stessa in strumento di resistenza. 

Una società in cui il confine tra memoria politica e riattivazione operativa può essere sorprendentemente sottile.

L'attentato di Belfast non è soltanto la cronaca dell'ennesimo crimine efferato. È un detonatore in un ambiente già saturo di tensioni latenti in cui la variabile religiosa torna a occupare il centro del discorso pubblico con una forza che l'analisi della sicurezza non può permettersi di ignorare. 

 

Chi ha imparato a fare la guerra per la propria fede contro un nemico non dimentica come si combatte. Impara soltanto a scegliere un nemico nuovo.

 

Il tricolore era già un'arma. Ora punta in un'altra direzione.

 

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FONTE IMMAGINE 

https://www.bbc.com/news/articles/c992rvpyj99o

 

FONTI

#LBC, 9 giugno 2026 — Tentativo di decapitazione a Belfast: https://www.lbc.co.uk/article/man-critical-after-attempted-beheading-in-street-in-belfast-5HjdbJh_2/

#ITV News, 9 giugno 2026 — Arresto e accuse: https://www.itv.com/news/utv/2026-06-09/arrest-after-man-seriously-injured-in-belfast-stabbing

#CBS News, 10 giugno 2026 — Proteste e disordini: https://www.cbsnews.com/news/belfast-immigration-protest-stabbing-attack/

#Irish Times, 9 giugno 2026 — Cronaca dei disordini: https://www.irishtimes.com/crime-law/2026/06/09/arrest-made-after-man-seriously-injured-in-belfast-stabbing/

#BBC News NI, marzo 2025 — Attacco Ormeau Road, ipotesi terrorismo islamista: https://feeds.bbci.co.uk/news/articles/ce8yw9702gxo

#GB News, marzo 2025 — Percorso migratorio del sospettato: https://www.gbnews.com/news/belfast-news-potential-islamist-stabbing-suspect-travelled-north-africa-britain

#RTÉ News, 2 dicembre 2025 — New Republican Movement, indagine avviata: https://www.rte.ie/news/ulster/2025/1202/1546841-video-threat/

#Belfast Newsletter, 2 dicembre 2025 — Condanne trasversali e testo della dichiarazione NRM: https://www.newsletter.co.uk/news/crime/condemnation-from-across-the-political-spectrum-of-video-purporting-to-show-a-new-armed-irish-republican-group-opposed-to-immigration-5426730

#Irish Times, 2 dicembre 2025 — Video NRM, immagine del tricolore e uomini armati: https://www.irishtimes.com/crime-law/2025/12/02/investigation-after-video-shows-masked-men-saying-ni-politicians-are-legitimate-targets/