«La granata l'ha lanciata uno svedese. L'ha pagata l'Iran. L'ha resa possibile l'Europa»
Nelle prime ore del 2 ottobre 2024, nel quartiere residenziale di Hellerup alla periferia nord di Copenaghen, due giovani scendono da un autobus. Indossano tute bianche da lavoro, non per proteggere sé stessi ma per non lasciare tracce biologiche. Si avvicinano all'ambasciata israeliana e lanciano due granate a mano. Gli ordigni non raggiungono il bersaglio: detonano sul terrazzo di un edificio residenziale nelle vicinanze, abitato da una famiglia con bambini. Per fortuna nessun ferito. Poche ore dopo vengono fermati alla stazione centrale di Copenaghen mentre si apprestano a prendere un treno per Amsterdam.
I due vengono identificati come cittadini svedesi. Svedesi.
Il 3 febbraio 2026 il Tribunale di Copenaghen li condanna rispettivamente a 12 e 14 anni di reclusione per terrorismo e tentato omicidio. Durante il processo il più giovane ammette di essere membro della rete criminale Foxtrot, reclutato durante gli anni delle scuole medie. Ammette inoltre di aver sparato contro l'ambasciata israeliana di Stoccolma il giorno precedente, il 1° ottobre, prima di essere inviato a Copenaghen.
La rete Foxtrot e il mandante iraniano
La rete Foxtrot non è una gang di periferia qualunque. È un'organizzazione criminale transnazionale tra le più violente, attive in Svezia, specializzata in traffico di droga, armi, omicidi su commissione e reclutamento sistematico di minorenni, scelti deliberatamente perché nei sistemi giuridici scandinavi non possono essere processati né condannati come adulti.
A guidarla è Rawa Majid, 39 anni, conosciuto come "la volpe curda", nato in Iran, cittadino svedese, attualmente latitante sotto la protezione dei Pasdaran (IRGC) in territorio iraniano e ricercato da Interpol per omicidio, tentato omicidio e traffico di stupefacenti.
Il collegamento con Teheran non è un'ipotesi giornalistica. È documentato dalle principali agenzie di intelligence e da provvedimenti governativi ufficiali.
- La SAPO, il Servizio di Sicurezza svedese, ha dichiarato pubblicamente nel maggio 2024: «L'Iran ha utilizzato reti criminali come proxy per attività che minacciano la sicurezza. In Svezia il Servizio di Sicurezza ha gestito negli ultimi anni diversi casi concreti in cui piani di assassinio collegati ai servizi iraniani sono stati sventati».
- Il Mossad, nello stesso mese, in una dichiarazione pubblica eccezionale ha confermato che Foxtrot e la gang rivale Rumba «ricevono finanziamenti e direttive direttamente dall'Iran» e che Teheran sta sistematicamente sfruttando i criminali svedesi per colpire obiettivi israeliani ed ebraici in Europa senza esporsi direttamente.
- Il 12 marzo 2025 l'OFAC del Dipartimento del Tesoro americano ha sanzionato ufficialmente la rete Foxtrot e Rawa Majid personalmente, dichiarando che «la rete Foxtrot ha orchestrato nel gennaio 2024 un attacco all'ambasciata israeliana a Stoccolma per conto del governo iraniano» e che Majid «ha cooperato specificamente con il Ministero dell'Intelligence e della Sicurezza iraniano (MOIS)». Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha commentato: «L'uso sfacciato da parte dell'Iran di organizzazioni criminali transnazionali e trafficanti di droga sottolinea i tentativi del regime di raggiungere i propri obiettivi con qualsiasi mezzo».
- Nel maggio 2025 il Foreign Office britannico ha emesso sanzioni autonome contro Foxtrot e Majid. Il ministro degli Esteri David Lammy ha dichiarato: «Il regime iraniano usa bande criminali in tutto il mondo per minacciare le persone. Il Regno Unito non tollererà queste minacce».
- Nell'aprile 2025 Iran International ha infine confermato, citando fonti interne all'IRGC, che Majid si trova in Iran sotto protezione dei Pasdaran e che l'ambasciata iraniana in Danimarca ha finanziato direttamente il coordinamento degli attacchi.

Il problema che i titoli non dicono
Quando le agenzie e i quotidiani hanno riportato gli arresti il titolo ricorrente era: "Due adolescenti svedesi fermati a Copenaghen". Tecnicamente corretto. Sostanzialmente fuorviante.
Perché l'aggettivo “svedesi”, nell'immaginario collettivo, rimanda a un profilo preciso: scandinavo figlio di quella società che per decenni è stata l'icona europea del welfare e del multiculturalismo riuscito. Il tweet di Visegrad24, che ha fatto il giro dei social nella settimana della condanna, mostrava le fotografie dei due imputati durante il processo. L'effetto di disorientamento cognitivo era immediato: il passaporto diceva Svezia; i volti raccontavano altro.
Non si tratta di razzismo. Si tratta di un'informazione incompleta che, nel nome del politicamente corretto, produce un danno analitico reale.
Il problema è strutturale ed è triplice.
Il primo nodo è la naturalizzazione senza integrazione. I due condannati sono cresciuti nelle periferie svedesi a più alta concentrazione di immigrazione di seconda generazione, in un contesto in cui la cittadinanza è stata concessa legittimamente senza che questo comportasse integrazione reale nei valori e nelle strutture della società ospitante.
Il secondo nodo è il passaporto come lasciapassare nell'Unione Europea. Un cittadino svedese circola liberamente nello spazio Schengen indipendentemente dalla propria storia personale e dai propri legami con reti criminali o con mandanti stranieri. I due condannati di Copenaghen erano già stati impiegati in un attacco a Stoccolma il giorno prima: l'attraversamento del ponte di Øresund tra Svezia e Danimarca era per loro una formalità. Così come lo sarebbe stato raggiungere Amsterdam se non fossero stati fermati.
Il terzo nodo è il sistema scandinavo come vulnerabilità strutturale. Foxtrot recluta sistematicamente minorenni perché le leggi svedesi e norvegesi non consentono di processare i minori di 15 anni e trattano con grande indulgenza quelli tra i 15 e i 18 anni. Il sistema di welfare scandinavo, pensato per proteggere i minori, viene utilizzato come scudo operativo da reti terroristiche.
La narrazione che devia l'attenzione
Esiste una tendenza consolidata, nel giornalismo mainstream europeo, a incorniciare questi casi secondo due schemi alternativi entrambi parziali.
Il primo è quello del disagio sociale: i ragazzi provengono da contesti difficili e sono stati reclutati perché vulnerabili. Vero, parzialmente. Questa lettura applicata in modo esclusivo trasforma gli esecutori di un attacco terroristico pianificato da un'intelligence straniera in figure da manuale di assistenza sociale sottraendo attenzione alla catena di comando che ha pianificato, finanziato e diretto l'operazione: Teheran, Foxtrot, Majid.
Il secondo è quello della de-etnicizzazione identitaria: i responsabili vengono descritti con la sola nazionalità del passaporto senza ulteriori specificazioni per evitare qualsiasi stigmatizzazione. Il risultato paradossale è che chi legge non riesce a costruirsi un quadro realistico del fenomeno e chi dovrebbe prendere decisioni politiche si trova privo degli strumenti analitici corretti.
La domanda che il dibattito europeo non riesce ancora a formulare con chiarezza è questa: come è possibile che due soggetti, reclutati da una rete criminale iraniana e impiegati in attacchi a obiettivi diplomatici in due paesi diversi in due giorni consecutivi, possano muoversi liberamente attraverso le frontiere dell'Unione Europea in virtù di un passaporto ottenuto in un paese che ha applicato per decenni criteri di naturalizzazione tra i più permissivi del continente?
La risposta richiede una revisione seria dei criteri di accesso alla cittadinanza e un sistema di intelligence condiviso a livello europeo che colleghi il profilo criminale al passaporto. Ma richiede prima di tutto che il problema venga nominato correttamente, senza eufemismi.
La granata l'ha lanciata uno svedese. L'ha pagata l'Iran. L'ha resa possibile l'Europa.
FONTI
SAPO — Servizio di Sicurezza svedese, dichiarazione pubblica, maggio 2024 (https://www.sakerhetspolisen.se)
Times of Israel, «Mossad: Iran-backed criminal networks behind attacks on Israeli embassies in Europe», 30 maggio 2024 (https://www.timesofisrael.com/mossad-iran-backed-criminal-networks-behind-attacks-on-israeli-embassies-in-europe/)
U.S. Department of the Treasury — OFAC, comunicato stampa ufficiale, 12 marzo 2025 (https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0047)
National Security News, «UK sanctions Swedish gangster linked to Iran», maggio 2025 (https://nationalsecuritynews.com/2025/05/uk-sanctions-swedish-gangster-linked-to-iran/)
Iran International, «Revolutionary Guards shelter Swedish gang leader linked to attacks on Israeli targets», aprile 2025 (https://www.iranintl.com/en/202504229418)
Jerusalem Post, «Iran recruited Swedish minors for attacks on Israeli targets» (https://www.jpost.com/middle-east/article-849276)