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Angelo Galantino

Quando la Legge diventa alibi: dalla marsica a Belfast, l'Europa che non sa più reagire

2026-06-10 16:19

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Quando la Legge diventa alibi: dalla marsica a Belfast, l'Europa che non sa più reagire

Chi studia il terrorismo sa che ogni attacco nasce due volte: prima nella mente di chi lo pianifica e poi nell'indifferenza di chi poteva fermarlo.

Ad Avezzano, una sedicenne è stata aggredita e violentata da un ventunenne egiziano che l'ha trascinata in un anfratto a pochi metri da un asilo nido, abusando di lei mentre una donna dai balconi riprendeva la scena e chiamava il 112. Il giudice ha convalidato l'arresto ma ha rimesso il ragazzo in libertà, ritenendo insussistenti le esigenze cautelari. 

Tecnicamente, tutto nella norma. Sociologicamente, una frattura.

 

Perché quello che accade dopo l'udienza non è solo diritto processuale: è un messaggio. Secondo il PM, l'indagato avrebbe agito con estrema e lucida ferocia, non abbandonando la vittima nemmeno di fronte alle sue urla e fino all'arrivo dei carabinieri. Eppure, ore dopo l'interrogatorio, torna libero. 

L'accusa è violenza sessuale pluriaggravata. Il risultato immediato è la libertà. La pseudo-giustificazione dell'alcol, addotta per alleggerire la posizione, è già entrata nel repertorio consolidato delle esimenti di comodo: oggi l'alcol, ieri i disturbi psicologici, domani il razzismo subito. Una catechesi dell'impunità che si trasmette e si impara.

 

Questo è il punto che la riflessione giuridica tende a ignorare. Gran parte degli stranieri che commettono reati in Italia proviene da ordinamenti in cui la risposta sanzionatoria è immediata, visibile e spesso sommaria. Essere rimessi in libertà dopo pochi giorni, con una giustificazione di fatto accettata nel dibattimento, non è percepito come garanzia di un sistema garantista: è percepito come debolezza strutturale

La distinzione è abissale. Il senso di impunità che ne deriva non è un'ipotesi criminologica astratta: è una variabile concreta nel calcolo del rischio che precede ogni reato.

 

La medesima logica giustificazionista si manifesta con il filtro dell'offesa razziale. Chi aggredisce adducendo di aver subito insulti razzisti trova immediatamente una frangia di opinione pubblica disposta a considerare la violenza perpetrata "meno grave" dell'offesa ricevuta. Veri o falsi che siano quei presunti insulti, trovano udienza. 

Il caso di Henry Nowak in Inghilterra è emblematico: lo studente polacco-britannico di 18 anni fu ucciso a coltellate a Southampton nel dicembre 2025. Il suo aggressore, accusandolo falsamente di un attacco razzista, indusse i poliziotti intervenuti ad ammanettare Nowak mentre era moribondo. La falsità dell'accusa fu poi accertata in giudizio ma il danno era irreversibile. Le proteste che ne seguono vedono ancora scontri tra manifestanti e polizia antisommossa, con lanci di pietre e fumogeni.

 

A Belfast, nella notte dell'8 giugno 2026, un uomo è stato gravemente ferito in quello che i testimoni descrivono come un tentativo di decapitazione per strada su Kinnaird Avenue. 

Il sangue sull'asfalto non si è ancora asciugato che la polizia nordirlandese ha identificato il sospettato come un cittadino sudanese sulla trentina, titolare di regolare permesso di soggiorno nel Regno Unito, arrivato in Irlanda del Nord transitando da Dublino. 

Il movente resta ufficialmente non accertato. 

Non è un dettaglio secondario: è esattamente il tipo di vuoto narrativo che alimenta le interpretazioni più estreme. 

La sera stessa, mentre l'uomo era ancora in terapia intensiva, per le strade di Belfast bruciavano veicoli. Un anno prima, le stesse strade avevano già visto giorni di rivolte seguite a una violenza sessuale commessa da stranieri. 

Il copione si ripete: crimine, vuoto istituzionale, esplosione di rabbia.

 

A Milano, Anna Aksamit, modella polacca di trent'anni, è stata inseguita, circondata, molestata e picchiata da un gruppo di giovani in zona Porta Romana nel pieno del pomeriggio. La donna ritiene che l'aggressione non fosse destinata a fermarsi e che il gruppo stesse tentando di arrivare a una violenza sessuale. Un passante l'ha salvata. 

L'episodio ha prodotto l'indignazione di un giorno. Poi, il silenzio.

 

A Roma, una donna colombiana di 32 anni è stata drogata, caricata su un furgone e trascinata in uno stabile abbandonato nella periferia est della città, dove cinque uomini l'hanno violentata ripetutamente per tre giorni sotto minaccia di morte. È riuscita a fuggire seminuda ed è stata soccorsa da un passante. Ventitré cittadini stranieri irregolari sono stati rintracciati nello stesso stabile nel corso del blitz. Cinque fermi. Undici espulsioni. Un comunicato della Polizia di Stato. Poi, anche qui, il silenzio del ciclo mediatico.

 

Il pattern è sempre lo stesso: indignazione compressata in 48 ore, poi rimozione collettiva. C'è assuefazione alla violenza e alla giustificazione

Le due cose si alimentano a vicenda: più si giustifica, più ci si anestetizza; più ci si anestetizza, meno si reagisce in modo strutturale.

È qui che si apre lo scenario più inquietante. La storia, anche quella recente, insegna che quando un fenomeno violento non viene arginato dal sistema istituzionale, si genera spontaneamente una risposta violenta e contraria. Non come eccezione: come legge sociologica.

 

In Irlanda del Nord, il 28 novembre 2025 ha circolato sui social media un video in cui tre uomini in passamontagna, seduti davanti a una bandiera tricolore irlandese e armati di pistole semiautomatiche, dichiaravano di chiamarsi "New Republican Movement" e di considerare i politici locali "bersagli legittimi" per le loro politiche sull'immigrazione. 

Analisti della sicurezza hanno sottolineato che si tratta del primo caso documentato di un gruppo armato anti-immigrazione con simbolismo repubblicano irlandese e hanno evidenziato il potenziale di escalation insito in questa deriva. 

L'autenticità del video è ancora discussa ma la sua esistenza, reale o provocatoria che sia, è già di per sé un indicatore del livello di tensione raggiunto. 

La polizia irlandese registra ogni anno un incremento del 12% dei crimini d'odio e il 2025 ha visto la comparsa di gruppi che si appropriano di simboli repubblicani storici per finalità nativiste.

 

Nel frattempo, molti hanno già dimenticato che la prima condanna per omicidio a sfondo razziale in Scozia risale al 2004 e che la vittima era bianca. 

Kriss Donald aveva 15 anni quando fu rapito a Glasgow da una gang di origine pachistana, trascinato per ore su un'auto rubata fino a Dundee e ritorno, accoltellato tredici volte e poi dato alle fiamme vivo. Il suo corpo fu trovato con ustioni sul 70% della superficie corporea, abbandonato sulle rive del Clyde. 

Fu scelto casualmente, solo perché bianco, da uomini che cercavano vendetta su un gruppo con cui il ragazzo non aveva mai avuto alcun contatto. 

Il caso fu quasi ignorato dai media nazionali. Anni di silenzio istituzionale su quel delitto hanno contribuito a costruire quel senso di doppio standard percettivo che oggi alimenta i movimenti di protesta più aggressivi nel Regno Unito.

La violenza che non viene nominata non scompare: si accumula

Quella che viene sistematicamente giustificata genera il suo contrario. 

 

Chi studia la fenomenologia del terrorismo sa bene che i movimenti violenti non nascono nel vuoto: nascono nell'intersezione tra un torto reale o percepito, una risposta istituzionale ritenuta inadeguata e una narrativa identitaria che trasforma il rancore in vocazione.

 

Chi studia il terrorismo sa che ogni attacco nasce due volte: prima nella mente di chi lo pianifica e poi nell'indifferenza di chi poteva fermarlo. 

Vale per il jihadismo. Vale per ciò che sta crescendo adesso, in silenzio, dall'altra parte. 

 

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FONTI

Il Messaggero — Minorenne abusata in strada, il 21enne egiziano si scusa: «Colpa dell'alcol». E viene scarcerato https://www.ilmessaggero.it/abruzzo/minorenne_abusata_strada_egiziano_libero_avezzano-9581943.html

Today.it — Ragazza di 16 anni violentata ad Avezzano: l'aggressore è stato scarcerato https://www.today.it/cronaca/ragazza-violentata-avezzano-convalidato-arresto.html

Il Giornale — Violentata per strada a 16 anni: arrestato un egiziano di 21 anni https://www.ilgiornale.it/news/politica/violentata-strada-16-anni-arrestato-egiziano-21-anni-2675169.html

Wikipedia — Murder of Henry Nowak https://en.wikipedia.org/wiki/Murder_of_Henry_Nowak

CBS News — U.K. teen Henry Nowak's murder fuels protests https://www.cbsnews.com/news/uk-henry-nowak-vikrum-digwa-murder-police-protests-far-right-immigration/

CBS News — Belfast stabbing sparks anti-immigration protests https://www.cbsnews.com/news/belfast-northern-ireland-stabbing-far-right-calls-anti-immigration-protests/

AOL News — Sudanese migrant arrested for allegedly trying to behead victim in Belfasthttps://www.aol.com/news/sudanese-migrant-arrested-allegedly-trying-105739600.html

France 24 — Belfast protesters set vehicles on fire over brutal street stabbing https://www.france24.com/en/live-news/20260609-appeals-for-calm-after-sickening-belfast-stabbing-spurs-protest-calls

TGCom24 — Milano, modella polacca Anna Aksamit aggredita in pieno giorno https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/milano-modella-molestata-anna-aksamit_112944484-202602k.shtml

Polizia di Stato — Roma: trentaduenne segregata e violentata per tre giorni, 5 fermi https://www.poliziadistato.it/articolo/roma--trentaduenne-segregata-e-violentata-per-tre-giorni--5-fermi

Newsletter.co.uk — New Republican Movement: condanna trasversale per il video del gruppo armato https://www.newsletter.co.uk/news/crime/condemnation-from-across-the-political-spectrum-of-video-purporting-to-show-a-new-armed-irish-republican-group-opposed-to-immigration-5426730

Tribune Magazine — Ireland's Far-Right Problem https://tribunemag.co.uk/2025/09/irelands-far-right-problem

Scottish Daily Express — Kriss Donald murder: 18 years on https://www.scottishdailyexpress.co.uk/news/scottish-news/kriss-donald-murder-top-scots-26477302

Wikipedia — Murder of Kriss Donald https://en.wikipedia.org/wiki/Murder_of_Kriss_Donald