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Angelo Galantino

La Metamorfosi del Terrore: il Fenomeno dei "Minor Teens" nel Jihadismo Italiano

2026-01-24 19:24

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La Metamorfosi del Terrore: il Fenomeno dei "Minor Teens" nel Jihadismo Italiano

Il panorama del jihadismo in Italia ha subito una transizione epistemologica radicale.

 

 

 

La Metamorfosi del Terrore: il Fenomeno dei "Minor Teens" nel Jihadismo Italiano

 

 

 

Il Cambio di Paradigma Post-2023

Il panorama del jihadismo in Italia ha subito una transizione epistemologica radicale. Se la minaccia del decennio precedente era caratterizzata dai Foreign Terrorist Fighters (FTF) e da cellule strutturate di immigrati di prima o seconda generazione, l’attuale ondata vede come protagonisti soggetti di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Le recenti operazioni coordinate dalla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) e dai reparti dell'antiterrorismo hanno evidenziato un incremento esponenziale di provvedimenti restrittivi a carico di minorenni, segnando un punto di rottura nelle strategie di prevenzione nazionale.

 

Profilazione dei Soggetti: L'Emergenza dei Convertiti Italiani

Contrariamente alla narrativa consolidata che associava la radicalizzazione a contesti di marginalità migratoria, le evidenze investigative indicano una crescita dei convertiti italiani "autoctoni". Questi soggetti non ereditano l'Islam per via familiare o culturale, ma lo scelgono come ideologia di rottura.

In questo contesto, il jihadismo funge da "narrativa di compensazione" per giovani che non presentano deficit di integrazione linguistica o sociale, ma che vivono una profonda crisi identitaria all'interno delle società post-moderne. La conversione all’Islam radicale diventa quindi un atto di ribellione nichilista contro il sistema occidentale, percepito come vacuo e privo di valori assoluti.

 

Genesi Psicosociale: Trauma e l’Eredità del Covid-19

L'ipotesi di una correlazione tra fragilità psicologica e adesione al jihadismo trova riscontro in due fattori determinanti:

  1. Vulnerabilità Traumatica: Molti fascicoli giudiziari rivelano la presenza di traumi pregressi (bullismo, disfunzioni familiari, isolamento sociale). L'ideologia jihadista offre una struttura rigida, un senso di appartenenza e una promessa di potere che agisce come meccanismo di difesa psicologica.
  2. L’Acceleratore Pandemico: Le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19 hanno creato un "laboratorio di radicalizzazione" domestica. L'isolamento forzato ha rimosso i filtri sociali (scuola, sport, aggregazione reale), consegnando i minori a una navigazione internet illimitata e priva di supervisione. Questo ha facilitato l'immersione in ecosistemi digitali dove la propaganda è stata consumata con la stessa velocità e modalità di un prodotto di intrattenimento.

 

Sincretismo Ideologico e Convergenza Estremista

Un fenomeno di particolare interesse accademico è la "ibridazione ideologica". Si osserva una commistione tra l'estetica del jihadismo e sottoculture di estrema destra o accelerazioniste. Questi giovani "ibridi" possono consumare simultaneamente propaganda dell'ISIS e contenuti neonazisti, uniti dall'odio per le istituzioni democratiche e dal culto della violenza rigeneratrice.

Se in alcuni casi la conoscenza teologica dell'Islam rimane superficiale e limitata a slogan, in molti altri si assiste a una sorprendente specializzazione:

  • Padronanza Linguistica e Dottrinale: Acquisizione di competenze nell'arabo classico e studio approfondito dei testi salafiti-jihadisti per legittimare le proprie azioni.
  • Technical Savvy e Contromisure: Essendo nativi digitali, questi "bambini del jihad" dominano le tecnologie di crittografia end-to-end, l'uso di VPN, la navigazione nel Dark Web e l'impiego di monete virtuali per l'autofinanziamento.

 

Il Dualismo Cognitivo: Mondo Reale vs Mondo Ideale

La pericolosità di questi soggetti risiede nella loro capacità di mantenere una funzionalità sociale apparente. Possiedono una conoscenza precisa delle dinamiche del mondo reale (capacità di eludere la sorveglianza, conoscenza del territorio, manualistica per la costruzione di IED). Tuttavia, questa competenza tecnica è posta al servizio di un "mondo ideale" ricostruito virtualmente: un Califfato immaginario che funge da utopia distopica, rendendo estremamente difficile la de-radicalizzazione attraverso i metodi pedagogici tradizionali.

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L'analisi del jihadismo minorile in Italia non può prescindere dall'esame degli spazi virtuali in cui avviene la socializzazione radicale. Se un tempo i luoghi della radicalizzazione erano fisici (moschee radicali, centri culturali), oggi il baricentro si è spostato verso ecosistemi digitali immersivi, dove la distinzione tra intrattenimento e indottrinamento diviene sempre più labile.

 

La Gamification del Jihad: Dal Controller al Califfato

Uno degli aspetti più complessi emersi dalle recenti indagini è la cosiddetta "gamification" del terrorismo. Organizzazioni come l’ISIS hanno compreso che il linguaggio dei videogiochi è il veicolo più efficace per raggiungere i nativi digitali.

  • Piattaforme di Reclutamento: Server Discord, canali Twitch e piattaforme di gaming di massa come Roblox o Minecraft vengono utilizzati per creare "comunità d'intento". Qui, i reclutatori interagiscono con i minori in un ambiente percepito come sicuro e informale, lontano dai radar della polizia postale.
  • Modding e Simulazione: È stata documentata la creazione di "mod" (modifiche ai giochi originali) che permettono ai giocatori di simulare attacchi terroristici contro obiettivi occidentali. Questa pratica non è solo ludica, ma funge da condizionamento psicologico, desensibilizzando il minore alla violenza e normalizzando l’atto delittuoso.

 

L’Oscuramento Tecnico: Crittografia e Decentralizzazione

La sfida per gli apparati di sicurezza nazionale è acuita dalla perizia tecnica dei "bambini del jihad". Questi soggetti operano in un regime di sicurezza operativa (OPSEC)sorprendentemente elevato:

  • Comunicazioni Criptate: L'uso di Telegram, Signal e Session, con l'attivazione di messaggi a scomparsa, rende estremamente difficoltosa l'acquisizione di prove forensi durante le attività tecniche di intercettazione.
  • Metaverso e Dark Web: L'esplorazione di spazi virtuali decentralizzati permette di scambiare manuali per la sintesi di precursori di esplosivi (come il TATP) o istruzioni per l'acquisto di armi nel Dark Web, spesso pagate tramite criptovalute per garantire l'anonimato.
  • Algoritmi di Suggerimento: I sistemi di raccomandazione dei social media (TikTok, YouTube Shorts) creano "bolle informative" che alimentano il bias di conferma, radicalizzando rapidamente il giovane attraverso un flusso ininterrotto di contenuti propagandistici scelti dall'intelligenza artificiale della piattaforma.

Il Paradosso della Competenza: Padronanza Tecnica vs Maturità Emotiva

Sotto il profilo psicologico-forense, si osserva un paradosso critico. Il minore radicalizzato manifesta una maturità tecnica superiore alla media (capacità di elusione informatica, conoscenza delle dottrine asimmetriche), a cui corrisponde tuttavia una immaturità emotiva e cognitiva.

Questa asimmetria permette all'ideologia jihadista di innestarsi come un sistema operativo su un hardware vulnerabile. Il ragazzo è in grado di pianificare un'operazione con precisione chirurgica, ma lo fa all'interno di una cornice di realtà distorta, dove la morte e il martirio sono percepiti attraverso le lenti filtrate dell'estetica "cool" del jihad digitale.

 

La risposta dello Stato non può dunque limitarsi alla sola attività repressiva. È necessario un approccio di Cyber-Prevenzione che coinvolga istituzioni educative, esperti di cybersecurity e psicologi dell'età evolutiva.